Pagine

domenica 14 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagine 24-26

Ci sono un paio di lezioni in questa storia.
I bambini possono facilmente capire che devono rimanere all'interno della Barriera Sacra. Per quelli un po' più grandi, probabilmente cercano di dirci che dovremmo essere più preoccupati per il nostro villaggio che per noi stessi, ed essere pronti a sacrificare la nostra vita per esso.
Tuttavia, la vera lezione è qualcosa che solo un bambino di una certa saggezza avrebbe capito.
Chi avrebbe mai pensato che il vero scopo della storia è farci sapere che i meta-demone esistono realmente?
La storia del Demone del Peccato
Questa storia risale a circa ottant'anni fa. Viveva un ragazzo nel villaggio. Era un bambino davvero brillante, ma aveva un difetto. Crescendo, questo difetto divenne sempre più evidente.
Egli era estremamente fiero della sua intelligenza e guardava tutto il resto con disprezzo.
Fingeva di accettare gli insegnamenti scolastici e degli altri adulti, ma le lezioni importanti non raggiunsero mai realmente il suo cuore.
Iniziò a deridere la stoltezza degli adulti e a ridere delle leggi del mondo.
L'arroganza seminò i semi del peccato.
Il ragazzo si allontanò poco a poco dalla sua cerchia di amici. La solitudine divenne la sua unica compagna e confidente.
La solitudine divenne il terreno di coltura del peccato.
Nella sua solitudine, il ragazzo spese molto tempo a pensare. Rifletté su argomenti proibiti e su questioni che è meglio lasciare in disparte.
I pensieri impuri fecero crescere il peccato senza controllo.
Il ragazzo inconsapevolmente accumulava sempre più peccato, e si trasformò in qualcosa di inumano – un demone del peccato.
Prima che qualcuno se ne accorgesse, il villaggio era vuoto; tutti erano fuggiti in preda alla paura per il demone del peccato. Egli andò a vivere nella foresta, ma anche tutti gli animali lì presenti scomparvero.
Quando il demone del peccato camminava, le piante attorno ad esso si intrecciavano in tutte le forme più inimmaginabili e marcivano.
Tutto il cibo che toccava si trasformava in veleno letale.
Il demone del peccato vagava senza meta, attraverso la foresta morta e deforme.
Alla fine, si rese conto che egli non dovrebbe vivere in questo mondo.
Il demone del peccato lasciò il buio della foresta. Davanti ai suoi occhi, lo vide, avvolto in uno splendore scintillante. Era arrivato ad un lago profondo nascosto nella montagna.
Camminò nel lago, pensando che l'acqua così pura, avrebbe sicuramente purificato il suo peccato.
Ma l'acqua intorno a lui divenne immediatamente scura e torbida, e iniziò a trasformarsi in veleno.
I demoni del peccato non dovrebbero esistere in questo mondo.

Egli lo capì, e silenziosamente scomparve in fondo al lago.

venerdì 12 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagina 20-23

Storia del meta-demone
Questa storia narra i fatti avvenuti circa centocinquant'anni fa. C'era un ragazzo che raccoglieva erbe sulla montagna. Assorto nella raccolta, arrivò alla Barriera Sacra. Aveva già raccolto tutte le erbe all'interno della barriera quando gli capitò di alzare lo sguardo, e vide che ce n'erano molte altre al di fuori.
Era sempre stato avvertito di non uscire fuori dalla Barriera Sacra. Se per qualche ragione avesse dovuto farlo per forza, doveva esser accompagnato da un adulto.
Ma non c'erano adulti in giro. Il ragazzo era tentato e pensò che andare fuori solo per poco sarebbe andato bene. Fece uscire prima la testa.  Doveva solo accucciarsi sotto la barriera, cogliere alcune erbe, e tornare indietro. Così non ci sarebbero stati problemi. Il ragazzo scivolò tranquillamente sotto la corda. I foglietti ondeggiavano e frusciavano.
In quell'istante, venne improvvisamente colpito da una sensazione sgradevole. Oltre al senso di colpa per aver disobbedito agli adulti, c'era un'altra sensazione di disagio che non aveva mai sperimentato prima.
Rassicurandosi che fosse tutto a posto, si avvicinò alle erbe.
In quel momento video un meta-demone che veniva verso di lui.
Anche se aveva circa la stessa altezza del ragazzo, aveva un aspetto spaventoso. La sua rabbia turbinava come un alone di fuoco, bruciando ogni cosa avesse intorno. Come il meta-demone si avvicinava, così falciava tutto ciò che gli si parava davanti e infiammava il fogliame.
Il ragazzo impallidì, ma costrinse se stesso a non urlare e fece un passo indietro. Se solo fosse riuscito a scivolare di nuovo sotto la corda, il meta-demone sarebbe dovuto scomparire.
Ma un ramo si spezzò sotto i sui piedi.
Il meta-demone girò la sua testa, mostrando un viso completamente privo di emozioni. Fissò il bersaglio della sua rabbia.
Il ragazzo si chinò sotto la corda e scappò più in fretta che poteva. Tutto sarebbe andato bene se fosse entrato nella protezione della barriera.
Ma quando guardò indietro, anche il meta-demone si era chinato sotto la corda!
In quel momento, il ragazzo capì di aver fatto qualcosa di irreparabile. Aveva invitato un meta-demone all'interno della barriera.
Il ragazzo piangeva mentre scendeva dal sentiero di montagna. Il meta-demone lo inseguiva senza sosta.
Il ragazzo corse lungo il bordo della barriera, verso il corso d'acqua nella direzione opposta al villaggio.
Quando si guardò alle spalle, il volto del demonio era nascosto dal sottobosco. Solo i suoi occhi luminosi e la bocca ghignante erano visibili.
Il meta-demone cercava un percorso per arrivare al villaggio.
Il ragazzo non poteva permettere che ciò accadesse. Se il meta-demone lo avesse seguito, l'intero villaggio sarebbe stato probabilmente distrutto.
Attraversato l'ultimo tratto del sottobosco, uno strapiombo gli apparve davanti. Il ruggito del fiume sul fondo riverberava sulle pareti. Attraverso la gola c'era appeso un nuovo ponte di corda.
Il ragazzo non attraversò il ponte. Invece, si diresse a monte lungo il bordo della scogliera.
Quando guardò indietro, il meta-demone aveva raggiunto il ponte e lo stava cercando.
Il ragazzo corse risoluto.
Poco dopo, un altro ponte apparve in lontananza.
Si avvicinava al ponte che si stagliava contro il cielo nuvoloso. Consumato da anni di esposizione agli agenti atmosferici, ondeggiava paurosamente, quasi come a fare un cenno.
Il ponte poteva cadere in qualsiasi momento. Nessuno lo aveva usato per più di dieci anni ed era stato sempre avvertito di non attraversarlo.
Lentamente, il ragazzo iniziò ad attraversare il ponte.
Le corde emisero un fruscio inquietante. Le tavole erano fatte di quercia, ma sembravano pronte a rompersi da un momento all'altro.
Quando era circa a metà strada, il ponte cedette improvvisamente. Guardando indietro, vide che anche il meta-demone aveva messo piede sul ponte.
Il ponte oscillava sempre più selvaggiamente come il meta-demone si avvicinava.
Il ragazzo guardò il fondo della valle. Era vertiginosamente lontano.
Alzò lo sguardo. Il meta-demone era ormai vicino.
Quando riuscì a vedere chiaramente il volto sgradevole del meta-demone, il ragazzo, brandendo la falce che aveva con sé, in un solo movimento, tagliò le corde che tenevano il ponte.
Il ponte si girò verso il basso e il ragazzo per poco non scivolò, ma in qualche modo riuscì ad afferrare la corda.
Il meta-demone era caduto sul fondo? Il ragazzo guardò. In qualche modo, anche il meta-demone si era aggrappato alla corda. Si voltò lentamente guardandolo con sguardo omicida.
La falce era caduta nella valle. Non poteva più tagliare le corde.
Cosa doveva fare? Pregò i cieli. Non importa se muoio; ti prego di non lasciare che il meta-demone entri nel villaggio.
Forse il desiderio del ragazzo raggiunse i cieli? O era che le funi non potevano più sopportare il loro peso?
La corda si spezzò, mandandoli giù nella valle. Il ragazzo ed il meta-demone scomparvero dalla vista.

I meta-demoni non sono mai apparsi da allora.

mercoledì 10 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagine 17-19

“Saki, sai cosa significa 'falsa obbedienza'?”
Scossi la testa in silenzio.
“Significa che all'apparenza obbedisci a qualcuno, ma in realtà pensi l'opposto.”
“Cosa intendi con 'l'opposto'?”
“Ingannare l'altra persona, e progettare in segreto di tradirli.”
Rimasi a bocca aperta.
“Persone come quelle non esistono.”
“Hai ragione. È impossibile che le persone tradiscano la fiducia altrui. Ma i mostroratti non sono persone.”
Per la prima volta, ebbi brividi di paura.
“I mostroratti ci adorano e ci obbediscono perché possediamo il cantus 1. Ma non possiamo sapere come potrebbero comportarsi verso i bambini che non hanno ancora risvegliato il loro potere. Ecco perché dobbiamo evitare ad ogni costo che i mostroratti e i bambini si incontrino.”
“Ma quando gli affidate un lavoro, non devono entrare in città?”
“In quei momenti c'è sempre un adulto a supervisionarli.” Papà mise i documenti in una scatola dell'archivio e alzò di nuovo la mano. Il coperchio scintillò e si fuse con la scatola, formando un blocco compatto. Perché nessun altro sa cosa egli stesse visualizzando in mente quando ha usato il suo cantus, risulterà difficile per chiunque non sia papà aprire quella scatola senza romperla.
“In ogni caso, non andare mai al di fuori della Barriera Sacra. La forza della barriera rende il suo interno sicuro, ma se metti piede fuori, non verrai protetto dal cantus di nessuno.”
“Ma i mostroratti...”
“Non sono soltanto i mostroratti. Hai imparato le storie dei meta-demoni e dei demoni del peccato., giusto?”
Il respiro mi si bloccò.
Le storie dei meta-demoni e dei demoni del peccato vengono insegnate più volte durante i nostri primi anni di sviluppo. Restano impresse nel nostro subconscio. Anche se le versioni che impariamo a scuola sono quelle per i bambini, ci fanno avere ancora gli incubi.
“Ci sono davvero i meta-demoni... e i demoni del peccato e altre cose così al di fuori della Barriera Sacra?”
“Uh huh,” papà mi sorrise leggermente per confortarmi.
“Queste sono solo vecchie leggende, oggi non esistono...”
È vero che non stati visti negli ultimi centocinquant'anni, ma è meglio essere preparati ad ogni evenienza. Saki, non vorresti incontrare improvvisamente un mostro come è accaduto al ragazzo che raccoglieva erbe, giusto?”
Annuii in silenzio.

Ora cercherò di riassumere le storie del meta-demone e del demone del peccato. Tuttavia, questa non è la favoletta per i bambini, ma quella completa, la versione per adulti che tutti imparano quando entrano all'Accademia dei Saggi.

1 Il termine "cantus" è usato da vari fansub, e viene dalla parola "incantare" che è uno dei kanji in "juryoku", traducibile anche in "potere".

lunedì 8 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagine 15-16

Kamisu 66 consiste in sette villaggi distribuiti dentro una circonferenza di circa cinquanta chilometri. La città è separata dal resto del mondo dalla Barriera Sacra. Fra mille anni, la barriera potrebbe non esistere più, quindi farò un piccola spiegazione. Si tratta di una spessa corda sulla quale sono appesi degli striscioni di carta 1 che fungono da scudo per non permettere alle cose impure di entrare in città.
I bambini sono avvisati di non uscire mai dalla barriera. Spiriti maligni e mostri si aggirano al di fuori e ogni bambino che si avventura fuori da solo, avrebbe sofferto terribilmente.
“Ma esattamente che tipo di cose spaventose ci sono lì?”, ricordo di averlo chiesto a mio padre, anche se non chiaramente, un giorno, quando avevo circa sei o sette anni.
“Un sacco di cose diverse,” alzò lo sguardo dai sui documenti. Appoggiando il mento sulla sua mano, mi guardava affettuosamente. Quei caldi occhi marroni sono stampati a fuoco nella mia memoria anche oggi. Mai una volta mio padre mi guardò con severità e solo in un occasione alzò la voce. Fu perché non stavo prestando attenzione a dove stavo andando e sarei caduta in un buco nel terreno se non mi avesse avvertito.
“Saki, ne sei già a conoscenza, giusto? Riguardo ai mostroratti e ai gattinefasti e ai canipalla.”
“Ma mamma mi ha detto che queste cose non esistono”
“Per quanto riguarda gli altri può darsi, ma i mostroratti esistono,” disse con una tale disinvoltura che ne fui scioccata.
“Bugie.”
“Non sono bugie. Anche i mostroratti di recente sono stati reclutati per contribuire alla costruzione della città.”
“Non li ho mai visti.”
“Non permettiamo ai bambini di vederli.” Non disse il perché, ma immaginai fosse perché i mostroratti fossero troppo orribili da vedere.
“Ma se ubbidiscono agli umani, non sono spaventosi, giusto?”
Posò i documenti che stava cercando e alzò la mano destra. Appena recitò un incantesimo a bassa voce, una fibra sottile di carta si trasformò, così come l'inchiostro invisibile viene rivelato, in un complicato modello intessuto nella carta. Il sigillo di approvazione del sindaco.

La corda è chiamata shimewa, e i foglietti shide.

sabato 6 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagine 13-14

Il 210 fu un anno normale, e così come gli altri bambini nati in quell'anno a Kamisu 66, ero una bambina normalissima.
Ma per mia madre, non lo ero. Era vicina ai quarant'anni ed era convinta che non avrebbe mai avuto figli. Ai giorni nostri, avere un bambino dopo i trent'anni è considerata una gravidanza molto tarda.
Inoltre, mia madre, Mizuho Watanabe, era la bibliotecaria, ruolo molto importante. Le sue decisioni non influenzavano soltanto il futuro della città, ma in certi casi poteva comportare anche la morte altrui. Dover sopportare questo tipo di pressione ogni giorno, in aggiunta con le preoccupazioni della gravidanza, non è il tipo di difficoltà con cui le persone hanno a che fare di solito.
Durante quel periodo, mio padre, Takashi Sugiura, era il sindaco della città. Che di per sé era un lavoro impegnativo. Ma nel periodo in cui sono nata, il lavoro di bibliotecario comportava una responsabilità incomparabilmente maggiore, rispetto alla carica di sindaco. Naturalmente, è ancora oggi così, ma probabilmente era ancora più evidente a quei tempi.
Mia madre era nel bel mezzo di un incontro riguardante la classificazione di una collezione di libri di recente scoperta quando andò in travaglio. Questo accadde più di una settimana prima della data stabilita, ma siccome gli si ruppero le acque senza preavviso, fu immediatamente trasportata al reparto maternità vicino alla periferia della città. Il suono del mio primo vagito fu udito meno di dieci minuti dopo. Sfortunatamente, il mio cordone ombelicale mi si era attorcigliato al collo. La mia faccia era viola e non ero capace di piangere correttamente. L'ostetrica, che aveva appena iniziato questo lavoro, quasi collassò per il panico. Per fortuna, il cordone fu facilmente tagliato e potei finalmente respirare l'aria di questo mondo e lasciarmi sfuggire un sano grido.
Due settimane dopo, nello stesso reparto maternità, Maria Akizuki, colei che in futuro diventerà mia amica, nacque. Oltre ad essere un parto podalico prematuro, era, come me, nata con il cordone ombelicale attorno al collo. Anche se la sua condizione era molto più grave della mia; era quasi morta quando fu consegnata alla madre.
L'ostetrica, avendo già avuto esperienza con la mia nascita, sembrerebbe aver gestito la cosa, con molta calma. Se ci fosse stato anche un minuto di ritardo e il cordone fosse stato tagliato anche solo poco dopo, non c'è dubbio che Maria sarebbe morta.
Quando ascoltai per la prima volta questa storia, ero contenta del fatto che in qualche modo avevo salvato indirettamente la vita alla mia amica. Ma ora, ogni volta che ricordo quella storia, un'ondata di pensieri complicati mi colpisce. Poiché se lei non fosse mai nata, non ci sarebbe mai stata un'enorme perdita di vite umane...

Torniamo alla storia. Ho vissuto la mia infanzia felice circondata dalla natura rigogliosa della mia città natale.

giovedì 4 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagina 12

In quel momento, ne farò altre due copie per un totale di solo tre manoscritti. Se un giorno in futuro, il vecchio ordine, o qualcosa di simile, fosse restaurato con la conseguente censura di tutte le pubblicazioni, l'esistenza di questo registro deve essere mantenuta segreta il più a lungo possibile. Penso che tre copie bastino per una tale situazione.
In altre parole, questo registro è una lunga lettera lasciata ai miei concittadini del prossimo millennio.Quando essa verrà letta, i nostri veri propositi saranno rivelati, e anche se così non fosse, per loro dovrebbe diventare ovvia la necessità di dover intraprendere un diverso cammino.
Non mi sono ancora presentata.
Il mio nome è Saki Watanabe. Sono nata nella città di Kamisu 66 il 10 Dicembre del 210.
Poco prima che nascessi, un tipo di bamboo i cui fiori, ogni cento anni, sbocciano contemporaneamente, è entrato in fioritura. La neve cadde nel bel mezzo dell'estate, tutti pensarono di non vedere una goccia di pioggia per tre mesi. In pratica, si verificò ogni tipo di fenomeno meteorologico anomalo possibile. E poi la notte del 10 Dicembre, quando tutti pensavano che la terra fosse avvolta nel buio, un lampo di luce illuminò qualcosa che successivamente molti definirono un drago dorato che nuotava attraverso le spaccature tra le nuvole.

…la verità e che, niente di ciò accadde.

martedì 2 luglio 2013

Shinsekai Yori Pagina 11

Mentre stavo ridendo della pietosa stoltezza degli umani e appuntavo la mia nuova scoperta, all'improvviso realizzai che non avevo alcuna sicurezza per poter escludere me stessa da suddetta regola. Dalla prospettiva di qualcun altro, non ci sono dubbi che i ricordi che sto scrivendo siano deformati per mostrare solo il mio lato positivo.
Pertanto, vorrei dire che, poiché questa storia è dal mio punto di vista, potrebbe venir distorta a causa di auto-giustificazione. Soprattutto, il numero di morti causate dalle nostre azioni potrebbe essere la motivazione per tale auto-giustificazione, che comunque è un qualcosa di inconscio.
Detto questo, cercherò di portare alla luce la verità attraverso i miei ricordi come meglio posso, perché voglio affrontare i fatti e rappresentare in modo realistico gli eventi accaduti. Inoltre, voglio imitare lo stile delle vecchie storie nella speranza di ricreare i miei pensieri e sensazioni del momento.

Questo progetto è scritto utilizzando inchiostro che non scolora, su ciò che viene definita carta anti-ossidante che può durare un millennio. Quando sarà completo, non lo mostrerò a nessuno (tranne forse a Satoru, e gli chiederò un'opinione), lo metterò in una capsula del tempo e la seppellirò in profondità nel sottosuolo.